Case green: l'Europa richiama l'Italia. Cosa devono sapere i proprietari
La direttiva europea sulle "case green" (EPBD, Direttiva UE 2024/1275) torna d'attualità. Come riporta Edilportale, all'inizio di ottobre 2026 la Commissione europea ha inviato all'Italia un parere motivato per il ritardo nella presentazione della bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.
Che cos'è il Piano nazionale di ristrutturazione
La direttiva chiede a ogni Paese di preparare un piano che accompagni il patrimonio edilizio verso edifici ad alta efficienza energetica e a emissioni zero entro il 2050. Il piano deve contenere una fotografia degli immobili esistenti, un'analisi degli ostacoli (anche economici, per le famiglie più fragili) e una tabella di marcia con obiettivi nazionali misurabili.
Le scadenze
- 31 dicembre 2025: termine per inviare la bozza del Piano, non rispettato dall'Italia;
- marzo 2026: avvio della procedura d'infrazione;
- ottobre 2026: parere motivato, con due mesi di tempo per rispondere;
- 31 dicembre 2026: termine per il Piano definitivo.
L'Italia non è sola: lo stesso richiamo ha riguardato anche altri Paesi europei, tra cui Belgio, Irlanda, Polonia e Ungheria.
Cosa significa per chi ha casa
Oggi non esiste alcun obbligo immediato di ristrutturare per i singoli proprietari. La direzione però è chiara: nei prossimi anni l'efficienza energetica peserà sempre di più sul valore degli immobili. Le case in classe energetica alta sono già oggi più richieste e si vendono più velocemente, mentre quelle molto energivore rischiano di perdere appeal.
Per chi compra, la classe energetica e i costi di gestione diventano un criterio importante tanto quanto la posizione. Per chi vende, conoscere bene lo stato energetico del proprio immobile aiuta a impostare il prezzo e la trattativa.
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Fonte: Edilportale, 2 ottobre 2026. Articolo di approfondimento a cura di Orizzonti Urbani Real Estate.









